Aggressione a Berlusconi

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Ferma condanna e inquietanti interrogativi

La Grande Lucania condanna fermamente l’aggressione a Silvio Berlusconi, al quale viene indirizzata la solidarietà umana di tutti i simpatizzanti del movimento e l’augurio di una pronta guarigione.

Il raccapricciante episodio di Milano, affermano il segretario e il Presidente del Movimento, Nicola Manfredelli e Leonardo Pinto, pone pesanti interrogativi di ordine politico e sociale che non vanno in alcun modo trascurati e sottovalutati.

L’atto inconsulto di Massimo Tartaglia solleva, in particolare, riflessioni di carattere più generale sul corso che hanno assunto in Italia i processi democratici e istituzionali nel corso degli ultimi lustri.

Non va sottaciuto il clima di crescente contrapposizione civile e sociale che è stato determinato dalla spinta in senso bipolare-bipartitico dell’assetto politico-istituzionale voluto dai partiti di destra e di sinistra.

Sarebbe sbagliato, pertanto, addebitare le motivazioni dell’aggressione al Presidente del Consiglio, soltanto come la conseguenza delle tensioni create da alcune forze politiche o da una parte degli organi di informazione, così come sarebbe riduttivo archiviare l’incidente soltanto come il gesto inconsulto di uno squilibrato.

La verità è che la forzatura democratica che si è compiuta in questi anni con il sistema maggioritario e con la legge elettorale che ha sottratto ai cittadini il diritto e la libertà di potersi liberamente scegliere i propri rappresentanti ha ingenerato, inevitabilmente, una situazione di scontro tra le due fazioni, che ha portato a far prevale la sopraffazione dell’una verso l’altra, anziché il confronto civile e democratico, che è proprio di un sistema pluralistico basato sul protagonismo e sulla partecipazione dei cittadini alla vita politica.
Anche il precedente attentato ad una alta autorità politica, avvenuta 61 anni fa, con il ferimento di Palmiro Togliatti da parte di un giovane liberale-qualunquista, fu il frutto di una feroce contrapposizione e di una radicalizzazione dello scontro tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, che portò il paese sull’orlo della guerra civile.

E’ responsabilità di tutti, adesso, evitare che l’Italia possa ripiombare tra i paesi dominati da tensioni civili esagerate che possano compromettere e porre a rischio l’assetto democratico alla base dello stato repubblicano.
La Grande Lucania, conferma la ferma volontà di adoperarsi per la costruzione di un sistema politico moderno, non ancorato a schemi rigidi o al dominio dei potentati economici e politici ma imperniato sui principi del federalismo, della legalità, della solidarietà e dell’autonomia, indispensabili per assicurare pacificazione sociale e protagonismo delle popolazioni.

La Grande Lucania condanna fermamente l’aggressione a Silvio Berlusconi, al quale viene indirizzata la solidarietà umana di tutti i simpatizzanti del movimento e l’augurio di una pronta guarigione.
Il raccapricciante episodio di Milano, affermano il segretario e il Presidente del Movimento, Nicola Manfredelli e Leonardo Pinto, pone pesanti interrogativi di ordine politico e sociale che non vanno in alcun modo trascurati e sottovalutati.

L’atto inconsulto di Massimo Tartaglia solleva, in particolare, riflessioni di carattere più generale sul corso che hanno assunto in Italia i processi democratici e istituzionali nel corso degli ultimi lustri.
Non va sottaciuto il clima di crescente contrapposizione civile e sociale che è stato determinato dalla spinta in senso bipolare-bipartitico dell’assetto politico-istituzionale voluto dai partiti di destra e di sinistra.
Sarebbe sbagliato, pertanto, addebitare le motivazioni dell’aggressione al Presidente del Consiglio, soltanto come la conseguenza delle tensioni create da alcune forze politiche o da una parte degli organi di informazione, così come sarebbe riduttivo archiviare l’incidente soltanto come il gesto inconsulto di uno squilibrato.

La verità è che la forzatura democratica che si è compiuta in questi anni con il sistema maggioritario e con la legge elettorale che ha sottratto ai cittadini il diritto e la libertà di potersi liberamente scegliere i propri rappresentanti ha ingenerato, inevitabilmente, una situazione di scontro tra le due fazioni, che ha portato a far prevale la sopraffazione dell’una verso l’altra, anziché il confronto civile e democratico, che è proprio di un sistema pluralistico basato sul protagonismo e sulla partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Anche il precedente attentato ad una alta autorità politica, avvenuta 61 anni fa, con il ferimento di Palmiro Togliatti da parte di un giovane liberale-qualunquista, fu il frutto di una feroce contrapposizione e di una radicalizzazione dello scontro tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, che portò il paese sull’orlo della guerra civile.

E’ responsabilità di tutti, adesso, evitare che l’Italia possa ripiombare tra i paesi dominati da tensioni civili esagerate che possano compromettere e porre a rischio l’assetto democratico alla base dello stato repubblicano.
La Grande Lucania, conferma la ferma volontà di adoperarsi per la costruzione di un sistema politico moderno, non ancorato a schemi rigidi o al dominio dei potentati economici e politici ma imperniato sui principi del federalismo, della legalità, della solidarietà e dell’autonomia, indispensabili per assicurare pacificazione sociale e protagonismo delle popolazioni.

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