
Le puntualizzazioni sulle interpretazioni della nota “Nuova Giunta, segnale incoraggiante” a firma di Nicola Manfredelli, esponente del Movimento Lucania Viva e candidato nella lista Io Amo la Lucania alle ultime elezioni regionali, confermano un certo “spiazzamento” che la composizione del nuovo governo regionale ha determinato in molti rappresentanti della politica e delle istituzioni, abituati a muoversi secondo il rito del doppio binario: quello della contrattazione segreta e quello delle affermazioni di rito per salvare le apparenze.
Ha fatto bene Ernesto Navazio, specifica Nicola Manfredelli, a puntualizzare che il Movimento Io Amo la Lucania non si scioglie, diversamente da quanto avevano ipotizzato alcuni organi di stampa, così come è fondamentale che i Movimenti territoriali, più dei partiti tradizionali nazionali, sappiano interpretare compiutamente e tempestivamente il rinnovamento della politica, accantonando i tatticismi e le ovvietà delle dichiarazioni di circostanza.
“Nonostante manchi ancora una puntuale valutazione degli organi preposti di Io Amo la Lucania su un atto rilevante come quello del segno che assume il nuovo governo regionale –dichiara Manfredelli - sono convinto che il Movimento saprà e vorrà riconfermare appieno la caratterizzazione prospettata nella campagna elettorale, quale punto di riferimento serio e credibile per il rinnovamento della politica, basato sull'indipendenza, sulla territorialità e l'identità, nel rispetto dei principi dell'autonomia, del federalismo, della legalità e della solidarietà”.
“E’ indubbio, che il cambiamento del precedente quadro politico – fa ancora presente Manfredelli - passa necessariamente attraverso il superamento del dirigismo e dell’autoreferenzialità che soltanto i Movimenti territoriali possono assicurare se essi sanno valorizzare la capacità dello stare insieme consapevolmente per allargare, e non comprimere, lo spazio di partecipazione libera e democratica. Diversamente si rischia l’omologazione al sistema politico prevalente, basato sulla segreta contrattazione e sull’occupazione delle postazioni di potere piuttosto che sulla difesa e la tutela degli interessi dei territori e delle popolazioni locali, facendo venir le motivazioni primarie e le potenzialità che risiedono nelle iniziative politiche che partono dal basso operando e adoperandosi, effettivamente, per il cambiamento.